la mia ossessione

Quando si parla o si scrive una buona regola sarebbe di non parlare troppo di se stessi. Non tanto per falsa modestia, per nascondere qualcosa o per mantenere un alone di mistero intorno a noi stessi, quanto per non risultare eccessivamente noiosi ed egocentrici. Soprattutto poi quando c’è il rischio di apparire presuntuosi e saccenti, quel tipo di interlocutori che nessuno ama ascoltare e che chiunque sopporta malamente. Per questa ragione è con un certo timore che mi accingo, in questo post, a parlare di qualcosa che riguarda direttamente il sottoscritto, sperando vivamente di non risultare vanesio e troppo auto celebrativo.  Voglio, infatti, parlare uno dei miei hobby preferiti, quello cui dedico la maggior parte del mio tempo disponibile e che mi assorbe in maniera piena e totalizzante. Mi riferisco all’hobby della lettura. Ebbene sì, sono un lettore onnivoro e compulsivo, uno di quelli che non passa giorno della propria vita senza almeno libro sul comodino, ma spesso sono due o più,  e senza leggere almeno qualche pagina quotidiana, e spesso molto più di qualche pagina. Dicono che in Italia solo 4 persone su dieci leggono almeno un libro all’anno, mentre solo 1,7  persone su dieci leggono almeno un libro al mese. Non so esattamente in quale percentuale possa includermi ma solo per dare un’idea della mia “felice ossessione” per la lettura, diciamo che negli ultimi quasi trent’anni ho letto circa 1.500 libri, tutti rigorosamente catalogati in un file excel con tanto di titolo, autore, tipologia (romanzo, saggio,biografia, ecc.) e giudizio sintetico espresso in numero di asterischi (da 1 a 5),  con una media di circa 50 libri l’anno. Considerando che la passione tende a crescere nel tempo, è facile  comprendere come negli ultimi dieci anni abbia letto una media di più di un libro a settimana. Me la sto tirando troppo? Non è, credetemi, mia intenzione: i numeri li ho messi solo per far capire a che punto possa arrivare questa mia passione e quanto abbia progressivamente catturato gran parte del mio tempo libero e  del mio interesse.  Ovunque si sente dire che leggere fa bene, allarga gli orizzonti, apre la mente, accresce le conoscenze, aiuta a riflettere, è un ottimo passatempo e antistress, alimenta lo spirito e fa acquisire una visione della vita più profonda e consapevole. Tutto vero, per carità, figuriamoci  se proprio io, con questa mia passione smodata per la lettura, possa mettere in dubbio anche una sola di queste verità. Credo tuttavia che si sottovalutino, o comunque non vengano prese in debita considerazione, le proprietà terapeutiche del leggere. Sì, io credo che leggere faccia anche molto bene alla salute, se non a quella del corpo (forse, e voglio esagerare, anche a questa, ma solo in modo indiretto) quanto meno a quella mentale e spirituale. Non è solo questione che, come tutti  gli hobby, sia in grado di rilassare e distendere i nervi, e neanche per il fatto che, come ogni altro passatempo, consenta di evadere dallo stress quotidiano. La questione è che leggere consente di confrontarci con l’intero insieme del pensiero umano, annullando le barriere spazio-temporali all’interno dei cui limiti siamo prigionieri nella vita di tutti i giorni. Cerco di sviluppare meglio il concetto. Credo che ogni uomo sulla faccia della Terra porti dentro di se’ un proprio universo di emozioni, di idee, di opinioni, di interrogativi, di riflessioni, valutazioni, dubbi e perplessità. È un errore però ritenere di essere i soli a provare quell’insieme composito di pensieri che costituiscono il proprio mondo interiore. Quei sentimenti sono propri del genere umano, provati da tante altre persone come noi in ogni tempo e ad ogni latitudine del pianeta. Chissà quante altri uomini, infatti, si sono trovati in situazioni simili alle nostre ed hanno vissuto e provato i nostri stessi pensieri e le nostre stesse sensazioni. Non sarebbe bello allora potersi confrontare con loro, conoscere il modo in cui loro hanno affrontato quello stesso percorso interiore che ci appartiene? La lettura consente proprio questo miracolo. Nelle pagine di un libro, magari seguendo le vicissitudini di qualche personaggio, oppure nello svolgimento di certi ragionamenti, all’improvviso capita di ritrovare qualcosa di noi, quegli stessi pensieri  che ci appartengono, magari espressi in maniera più nitida e chiara di quanto noi riusciamo a fare, e forse con sviluppi, considerazioni e soluzioni a cui anche noi siamo giunti, oppure a cui noi non abbiamo pensato o a cui non siamo arrivati. Attraverso la lettura possiamo dunque renderci conto del fatto che per quanto a noi possa apparire il contrario, noi non siamo soli, che in qualsiasi situazione ci troviamo e qualsiasi sentimento proviamo, è già stato, o è tuttora, vissuto da altri, uomini come noi, che attraverso la  parola scritta hanno qualcosa da dirci e da comunicarci. Negli ultimi anni ha avuto un discreto successo editoriale un libro dal significativo titolo “Curarsi con i libri”, una sorta di antologia delle più belle pagine scritte in ogni tempo, da autori diversi, per tutti i problemi più ricorrenti che possono affliggere l’uomo. Io credo profondamente, per averlo sperimentato su me stesso in diverse occasioni, che leggere possa servire a sentirsi meno soli e a curare, con l’aiuto di tanti amici vicini e lontani, le piccole e grandi malattie, o semplici ansie o problemi, che affliggono la nostra anima. Sono certo che per ogni persona esista il libro giusto, quello capace di dire qualcosa di importante, di portare conforto e di fare sentire meglio. In questo senso credo che a tutte le altre